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Pitigliano

Pitigliano appare all’improvviso, dopo una strada di curve, campagna e “macchia”. Pitigliano ti stordisce per la sua bellezza, a volte radiosa, a volte cupa e tetra.

Pitigliano con un solo sguardo riesci a carpire la sua panoramica, ma per comprendere questo luogo, ruvido, come la pietra da cui è formato, occorre avvicinarlo con rispetto e lentezza. Percorrere le sue Vie Cave scavate nella roccia; visitare le necropoli etrusche, i giardini segreti, gli antichi templi, il ghetto, le cantine; assaporare il suo vino, gustare l’olio; percepire l’amaro nel dolce dello “Sfratto dei Goym”: solo così potrai affermare d’essere stato a Pitigliano. La “Città del Tufo”, la “Città dell’olio”, la “Città del vino”, la “Piccola Gerusalemme”, il “Borgo più bello d’Italia”, la “Bandiera Arancione”: tanti sono gli epiteti e i riconoscimenti per questo piccolo paese, ma ognuno rileva una delle tante peculiarità dell’abitato. Da un pianoro di tufo si erge con le sue case, fatte con lo stesso materiale, quasi un tutt’uno con lo sperone su cui si appoggiano. E intorno valli e altri altopiani tufacei. Un paesaggio unico creato dal fuoco e dall’acqua. Il fuoco dei vulcani, che hanno dato vita a questa pietra, duttile e resistente nello stesso tempo. L’acqua dei tre fiumi, che circondano il paese e che hanno scavato la roccia, isolando il blocco, su cui si è formato Pitigliano. Il tufo, oltre a rendere lo scenario spettacolare, dona al terreno particolari caratteristiche, così che è adatto a determinate colture, tra cui gli olivi, come la cultivar Canino, da cui si ricava un olio D.O.P., ricco di polifenoli. Questo è uno dei motivi per cui il Comune di Pitigliano fa parte dell’associazione “Città dell’olio”, che ha l’obbiettivo di tutelare e promuovere l’ambiente e il paesaggio olivicolo, diffondere la storia e la cultura dell’olivo e dell’olio. Anche nell’agriturismo Le Sorgenti sono presenti piante di Olea europae sativa della cultivar Canino, insieme al leccino, tipico toscano. Altre coltivazioni, che prediligono il tufo sono particolari vitigni d’uva bianca, Trebbiano toscano, Greco, Grechetto, Malvasia bianca lunga e Verdello, che regalano il famoso Bianco di Pitigliano, una delle prime D.O.C. in Italia, riconosciuta col decreto del presidente della Repubblica del 28 marzo 1966.

Origini storiche

Le origini della località risalgono all’incirca all’Età del Bronzo, la vita continuò con gli Etruschi, poi nel periodo romano. Nel Medioevo fu sotto il dominio dei Conti Aldobrandeschi e successivamente dei loro eredi, i Conti Orsini. Durante il XVI sec. circa, arrivarono nel borgo delle famiglie ebraiche, cacciate dai territori vicini. Qui trovarono l’accoglienza della popolazione locale e soprattutto dell’Orsini. Grazie alla loro presenza l’economia e la cultura della Contea di Pitigliano crebbero, con il tempo crebbe anche la comunità ebraica, fino a raggiungere un quarto della popolazione, fu allora che questo centro maremmano prese il nome di “Piccola Gerusalemme”.

Visitare il ghetto ebraico

La tradizione ebraica è ancora forte in paese, infatti continua ad essere cucinato lo “Sfratto dei Goym”, un dolce tipico realizzato soltanto qui per ricordare l’istituzione del ghetto nel 1622 da parte di Cosimo II Medici. Lo sfratto, attualmente, è stato inserito nei Presidi Slow food. Un altro prodotto è il vino Kasher, fatto dalla Cantina Sociale di Pitigliano e tanti altre contaminazioni presenti nel vissuto e nelle abitudini dei Pitiglianesi.

Oggi, è possibile visitare il quartiere del ghetto, il Museo ebraico e la Sinagoga con un biglietto d’ingresso di € 5,00. La struttura museale è aperta tutto l’anno, il giorno di chiusura è il sabato e durante le festività ebraiche.

Sinagoga e Museo Ebraico Vicolo Marghera, traversa Via Zuccarelli
Contatti: 0564 614230 – 328 1907173 – www.lapiccolagerusalemme.it

Museo Diocesano e d’Arte sacra

Tra gli altri musei visitabili c’è il Museo Diocesano e d’Arte sacra all’interno del Palazzo Orsini, che si sviluppa su tre piani e dove è possibile ammirare le stanze dell’antica abitazione dei Conti Orsini, all’interno numerose opere d’arte, sacre e non, aspettano il visitatore.

Ci sono, inoltre, stanze funzionali, come la cantina, dove è conservato un frantoio d’epoca.
Una parte del Museo è accessibile a persone con difficoltà motoria, avvertendo il personale.

Contatti: 0564 616074 - 0564 615568
Biglietti: €4,00 / € 3,00 ridotto gruppi (min. 15 persone) / € 2,50 bambini 8 - 10 anni
Giorno chiusura: lunedì.

Gli Etruschi

Il popolo dei Rasenna è, invece, rappresentato nei due Musei Civici: il Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca, dove troverete reperti provenienti dagli scavi archeologici dell’abitato e delle necropoli (Biglietto di ingresso: € 3,00 intero; € 2,00 ridotto); il Museo Archeologico all’aperto Alberto Manzi, costituito dalla Via Cava etrusca del Gradone, due necropoli, la ricostruzione a grandezza reale di una capanna, di una casa etrusca e di una tomba arredata dal corredo funebre (Biglietto di ingresso: € 4,00 intero; € 2,00 ridotto).

Il Museo all’aperto è particolarmente adatto ai bambini, infatti è stato concepito come un museo didattico, che permette la totale immersione nella cultura etrusca con strutture riprodotte, dove i piccoli visitatori possono entrare e giocare, imparando divertendosi.

Chi sceglie di soggiornare nell’Agriturismo Le Sorgenti usufruisce di uno sconto per l’ingresso a questi due musei e presso i loro book-shop, al di là del numero di persone da cui è composto il gruppo.

Le Vie Cave di Pitigliano

Fuori porta, si dipartono dal centro storico le Vie Cave, strade realizzate dagli Etruschi scavando blocchi di tufo, che possono superare anche i 20 m. di altezza. Si tratta di vie di comunicazione e di percorsi sacri, che collegavano Pitigliano con altre antiche località (Sovana, Sorano, Poggio Buco, ecc.) e che conducevano anche nelle necropoli.

Il fascino di questi ambienti è indescrivibile. La luce filtra dall’alto, scoprendo ora il giallo, ora l’arancione, ora il rosa, ora il nero di cui “si veste” il tufo. Nei punti dove il sole ha più difficoltà a penetrare è il verde, che domina, il verde del muschio e delle felci, che ricoprono le pareti. Inoltrandosi nelle Vie Cave, un brivido pervade l’escursionista, qui, infatti la temperatura scende di qualche grado rispetto all’esterno, dando la sensazione d’entrare in un’altra dimensione, una dimensione quasi sacra, che lo connette con una civiltà scomparsa.

I nostri ospiti hanno la possibilità di percorrere le Vie Cave accompagnati da una Guida Ambientale Escursionistica, che organizza trekking lungo questi tracciati, usufruendo di uno sconto.

Riconoscimenti

Un luogo così incantato non poteva non ottenere il riconoscimento di “Borgo più bello d’Italia” dal Touring Club Italiano, nel 2015 è anche arrivato quarto al concorso del “Borgo dei Borghi” realizzato dalla trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro” su Rai Tre. Dal TCI ha ricevuto anche la “Bandiera Arancione” grazie al valore del patrimonio storico, culturale, ambientale e all’accoglienza di qualità, che questo paese sa offrire al turista.

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Tel: 349 7421391 
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